Storia

La Staffordshire Bull Terrier è una razza riconosciuta ufficialmente nel 1935 in Inghilterra

Le vere origini della razza, però, risalgono a molti anni prima. Nel XVIII gli allevatori iniziarono a far incrociare i vecchi Bulldog, con varie razze di Terrier, in particolare i White Terriers.

Gli allevatori fecero incrociare queste due razze per creare cani forti, massicci e aggressivi come i Bulldog, ma al tempo stesso agili, veloci, scattanti, reattivi e intuitivi come i Terrier da poter utilizzare nei combattimenti tra cani o contro animali quali la scimmia, l’orso, il tasso ecc…Inoltre anche per la famosa pratica del “ratting”, ovvero la caccia ai ratti. Per tutte queste pratiche, avevano bisogno si di cani possenti e forti ma anche di cani agili e veloci.

Così iniziarono ad essere presenti in tutto il Regno Unito, e in tutte le sue regioni. In particolare in una contea, popolata perlopiù da persone umili e da minatori, che iniziarono ad usarli proprio all’intero delle miniere per liberarle dai ratti. Questa contea si chiamava proprio Staffordshire.

Tra il XIX e il XX secolo, con l’avvento dei Bull Terrier di James Hinks, i vecchi Bull Terrier persero stimatori e la qualità Staffordshire venne allevata solo da pochi entusiasti tra cui Jack Barnard che nel 1904 scrisse il primo sommario standard sulle caratteristiche dello Staffordshire Bull Terrier.

Arriviamo così al 1935, anno importantissimo perché fu creato il primo Club di razza che stilò un nuovo sommario standard ed avvenne il riconoscimento ufficiale al Kennel Club un’importantissima organizzazione cinofila inglese che, nel 1939, concesse il Challenge Certificate, un importante riconoscimento che permette alle razze di ricevere i premi nelle gare.

Da quel momento in poi, lo Staffordshire Bull Terrier ebbe un incremento della popolarità fino ad arrivare a più di 6000 iscrizioni annue nei libri di Origine solo in Inghilterra. In Italia invece, la razza è diventata maggiormente popolare dagli anni 70 fino ad arrivare ad oggi a più di 780 iscrizioni nei Libri Genealogici dei cani.

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